Il Film sarà in sala dal 27 marzo 2009

“La gelosia più la scacci e più l'avrai tu eri mia di chi sei più non lo sai” Adriano Celentano – Gelosia
“M'ero illusa che tu fossi mio per sempre ma non lo sei […] La credevo un sentimento ed e' una malattia” Nada - Che Male Fa La Gelosia
“…perché la gelosia! non è nient'altro! Niente che colpa mia!” Vasco Rossi - Tango Della Gelosia
“Gelosa cara amica mia è proprio un tarlo una malattia quella di non saper scordare ciò che da me non puoi sapere.” Lucio Battisti - Gelosa Cara
“…se sei sempre sola geloso di che, forse non è normale a volte fa male ma è essenziale per restare con me.” FSC - Geloso Di Te
“…a quelli che dicon che Il geloso non sa amare Gli risponderei che per te per noi potrei morire […] Potrei impazzire a vederti mano per mano Con uno che non sono io” Modà - Mia
“Gelosia è come la pazzia vive di fantasia non ti fa' più dormire Gelosia è come una bugia cresce come un'idea non ti fa' più dormire” Dirotta Su Cuba - Gelosia
“...sta tranquilla che non sa non sa che l'hai tradito ma stasera che hai capito di amare solo lui senti che hai sbagliato troppo ormai..” Claudio Baglioni - Signoria Lia
“…quando t’ho vista con un altro però s’è scatenato l’inferno mi sono accorto che i sorrisi che fai sono gli stessi che credevo miei […] sento dentro sana gelosia però più me la prendo e più ti sento mia sentimento o strana malattia” Nek - Sana Gelosia I began to lose control
[…] I was feeling insecure You might not love me anymore I was shivering inside […] I didn't mean to hurt you I'm sorry that I made you cry Oh no, I didn't want to hurt you I'm just a jealous guy John Lennon - Jealous Guy

La letteratura usa una grande varietà di strumenti per esplorare e comunicare le diverse possibilità di esprimere gli stati dell’animo umano. Davanti al sentimento della gelosia si snoda un grosso filone letterario che trova le sue fondamenta sia in un deposito culturale-istintuale sia in un filone narrativo basato sull’amor cortese. La gelosia è forse il tema principe de Le Mille e una notte dove il re persiano Shahriyar, essendo stato tradito da una delle sue mogli, ha deciso di uccidere sistematicamente le sue spose al termine della prima notte di nozze. Dentro di lui nasce un sentimento distruttivo che influenza il genio creativo di Scheherazade nel raccontare le sue storie. Nell’Orlando furioso di Ariosto (1516) la gelosia conduce a una tale distorsione del mondo che il sofferente, il malato di gelosia, viene condotto ad uno stato di pazzia. Più tardi anche Shakespeare, con il dramma Il racconto d’inverno (1613), insiste in maniera predominante sulla gelosia di Leonte verso sua moglie Ermione che suppone lo tradisca con il suo migliore amico. In La Principessa Brambilla di E. T. A. Hoffmann (1821) ci si preoccupa più dell'interazione tra la gelosia ed il teatro, tra la realtà e le maschere, tra verità e finzione. In Villette di Charlotte Brontë (1853) la gelosia diviene un gioco di riflessioni e speculazioni, un rifiuto potente di stereotipi sessuali e, come molti romanzi scritti da donne, un rifiuto adirato della violazione dell'individuo causato dallo sguardo fisso dell'innamorato geloso. Anthony Trollope, sia in He Knew He Was Right (1869) che in Kept in the Dark (1882), usava analizzare i comportamenti standard di uomini e donne affetti dalla gelosia, ma anche le relazioni che si instaurano tra mente e corpo. Tolstoy in Sonata a Kreutzer (1889) offre un'esplorazione irresistibile della gelosia che si comporta come uno sfogo per l'omosessualità repressa del protagonista. Proust nella celebre opera Alla ricerca del tempo perduto (1913-1927), e in particolare il capitolo “La fuggitiva” che riguarda Albertine scrive e rappresenta la natura claustrofobica della passione invasa dalla gelosia attraverso il topico dell’imprigionamento, della malattia e della morte; Gelosia e medicina del 1932 di Michal Choromanski descrive un panorama ed un clima che ricreano al pieno l’esperienza fisica della gelosia. Gli altri romanzieri hanno usato la gelosia per esplorare nuove connessioni tra scrittore e lettore, così come che tra la narrativa e la realtà. Gelosia di Alain Robbe-Grillet (1965) si sviluppa attorno all'immagine di una persiana come nascondiglio, una sequenza di fatti per nulla fuori dal comune, che sono però esempio suggestivo di una tecnica narrativa capace di raggiungere, attraverso mezzi di assoluta semplicità, un elevato grado di suspence e anche di allucinazione (in francese “la jalousie” si riferisce sia al sentimento che alla persiana, uno dei simboli della gelosia). Alain Robbe-Grillet chiude a chiave il lettore nella mente della persona gelosa, mentre in Talking it Over di Julian Barnes (1991), la gelosia dello scrittore tiene alta l’attenzione del lettore grazie al racconto di una storia di gelosia sessuale. Possessione: Una Storia Romantica di A. S. Byatt (1990) racconta di un amore clandestino che emerge da alcune antiche lettere, dalle quali Roland e Maud, protagonisti del racconto, tracceranno un’analisi dei modi di scrivere, leggere e operare in maniera tale da non far emergere dubbi o sospetti di un geloso; una ricerca-labirinto che condurrà entrambi ad una sorta di regressione nelle leggi della storia generale. Donatella Marazziti scrive, inoltre, E vissero Gelosi & Contenti che nonostante il titolo molto vacanziero è un saggio serio, per quanto divulgativo, su una problematica che ci riguarda tutti – è impossibile essere innamorati, scrive Marazziti, e non essere gelosi – ma su cui tendiamo a riflettere assai poco. Claudio Santamaria ha frequentato il Liceo Artistico ed è cresciuto al quartiere Prati “a due passi dalla casa di Gabriele Muccino, ma non ci eravamo mai incontrati prima di lavorare insieme”. A 16 anni ha lavorato per un po' di tempo nel doppiaggio prima di studiare al corso triennale di Acting Training tenuto da Beatrice Bracco. Prova a fare anche un provino all’Accademia, ma non viene preso. Ha debuttato sul palcoscenico con "La nostra città" diretto da Stefano Molinari. In teatro ha recitato spesso in opere scritte da Lucilla Lupaioli e dirette da Furio Andreotti e fatto parte della compagnia Area Teatro, a fianco di Paola Cortellesi. Al cinema ha esordito nel 1997 in "Fuochi d'artificio" di Leonardo Pieraccioni. Da lì i primi ruoli cinematografici importanti con l’opera prima di Muccino "Ecco fatto", e nei film di Marco Risi e Bernardo Bertolucci. Si fa notare anche in televisione nel ruolo di un operaio padovano con "La vita che verrà", per poi affermarsi con film come "Almost blue" e "L’ultimo bacio" (per cui riceve una candidatura al David di Donatello). Intanto frequenta i laboratori di Francesca De Sapio, Tapa Sudana, Giancarlo Sepe e Michael Margotta. Nel 2001 è il Pentothal in "PAZ!" di Renato De Maria (ricevendo una candidatura ai Nastri d’argento), un film omaggio ai fumetti di Andrea Pazienza. Seguono pellicole che spaziano dalla commedia al drammatico e al thriller dove sempre più spesso ricopre ruoli da prim’attore, tra cui "Passato Prossimo" di Maria Sole Tognazzi (altra candidatura ai Nastri d’argento). Continuano importanti lavori nel cinema d'autore come "Apnea" di Roberto Dordit e "Ma quando arrivano le ragazze?" di Pupi Avati. Nel 2005 arrivano anche i grandi successi al botteghino come "Romanzo Criminale" di Michele Placido, dove interpreta uno dei più importanti protagonisti della famigerata Banda della Magliana, pellicola che gli vale il Nastro d'Argento come miglior attore protagonista. Gli ultimi impegni lavorativi lo vedono impegnato in un progetto sperimentale intitolato "Il Quarto Sesso", che attende una distribuzione piu' che meritata e il debutto nel cinema d'oltreoceano nell'attesissimo nuovo episodio di James Bond "Casino Royale", dove ha interpretato un personaggio di nome Carlos. Nel 2007, per la televisione, ha lavorato come protagonista nell'attesa fiction sul compianto cantautore Rino Gaetano, prodotta da Claudia Mori, mentre per il grande schermo ha partecipato a due pellicole indipendenti e ricche di aspettative("Fine Pena Mai" della Fluid Video Crew e "Aspettando il sole" di Ago Panini) e al film di Marco Bechis girato in Brasile "La terra degli uomini rossi (Birdwatchers)". Quest'ultimo viene anche presentato alla Mostra del Cinema di Venezia e proprio durante le riprese di questo film, ad agosto, nasce sua figlia Emma. Nel 2008, dopo numerose apparizioni televisive sia come attore che come cantante, è impegnato nel ruolo inedito di presentatore sul grande palcoscenico del Concerto del Primo Maggio a Piazza San Giovanni a Roma. A giugno inizia le riprese a Praga del nuovo film di Roberto Faenza, "Il caso dell'Infedele Klara", insieme a Laura Chiatti. www.claudiosantamaria.it Laura Chiatti nasce a Castiglion del Lago, nella provincia Perugina, nel 1982. Giovanissima partecipa nella categoria cantanti ad un concorso su scale regionale. La sua bellezza e il suo fascino non passano inosservati e alla fine vince il concorso nella “sezione sbagliata” ed è così che nel 1996 diventa Miss Teen-ager Europa. Nel 1997 approda sul piccolo schermo nella fortunatissima serie televisiva “Un posto al sole”. Successivamente sono molte le sue partecipazioni a serie televisive: “Compagni di scuola”, “Incantesimo”, “Don Matteo”, “Carabinieri”, solo per citarne alcune. Nel 2004 è protagonista femminile nel film di Giacomo Campiotti “MAI + COME PRIMA” che vince a Saint- Vincent “La Grolla d’oro al cinema per l’innovazione” e di “Passo a due” di Andrea Barzini in cui oltre a rafforzare la sua immagine di attrice si presenta al pubblico come un’ottima ballerina. La svolta decisiva alla sua carriera di attrice avviene nel settembre del 2005 quando Paolo Sorrentino, uno dei migliori registi italiani reduce dallo strepitoso successo de “Le conseguenze dell’amore” la sceglie come protagonista femminile nel suo nuovo e attesissimo film “L’amico di Famiglia” con Fabrizio Bentivoglio. Il film partecipa in concorso al 59° Festival di Cannes dove Laura ottiene un grosso successo personale. Nel febbraio del 2006 è impegnata sul set del nuovo film di Francesca Comencini “A casa nostra” che partecipa in concorso al Festival Intenazionale del cinema di Roma. Il suo volto diventa noto al grande pubblico grazie alla partecipazione come testimonial della campagna “Vodafone Summer 2006” firmata dalla regia di Gabriele Muccino. Il regista Luis Prieto la sceglie come protagonista femminile del film campione di incassi “Ho voglia di te”. Nel 2007 ritorna al piccolo schermo con “Rino Gaetano- Il cielo è sempre più blu” di Marco Turco. Nel 2008 è la protagonista femminile de “Il mattino ha l’oro in bocca” di Francesco Paterno, de “Il caso dell’infedele Klara” di Roberto Faenza e partecipa in un cameo nel nuovo film di Giuseppe Tornatore “Baaria”. La sua carriera di produttrice, iniziata nel 1978 con Forza Italia! di Roberto Faenza, include non solo tutti i film realizzati dalla Jean Vigo Italia S.r.l., da ultimi I Demoni di San Pietroburgo (2007) di Giuliano Montaldo e Il caso dell’infedele Klara (in uscita a febbraio 2009) di Roberto Faenza, ma anche La vita è bella (1997) di Roberto Benigni, con cui è stata candidata all’Oscar come migliore produttore insieme a Gianluigi Braschi, Pinocchio (2002) di Roberto Benigni e, come produttore esecutivo, Mio caro Dottor Grasler (1990) di Roberto Faenza, Il Mostro (1994) e La tigre e la neve (2005) di Roberto Benigni. Nel 1999 ha ricevuto presso l’Università di Boston il Raoul Wallenberg Award, per il contributo alla comprensione della Shoah dato attraverso i film Jona che visse nella balena (1993) di Roberto Faenza e La vita è bella di Roberto Benigni. Nel 2005 ha ricevuto il premio come miglior produttore europeo dell’anno conferito da Media Salles ad Amsterdam in occasione del Cinema Expo International. Attualmente è impegnata nello sviluppo di un progetto cinematografico tratto dal romanzo “Un giorno questo dolore ti sarà utile” di Peter Cameron, le cui riprese dovrebbero svolgersi nella seconda metà del 2009 Abbinate a ognuna delle seguenti frasi uno dei seguenti personaggi, protagonisti di famose storie di gelosia (scritte da Dante, Shakespeare, Ariosto, Proust) in modo che il suo nome si possa leggere usando solo alcune lettere della frase corrispondente, nella stessa sequenza in cui sono presentate. 1. PASSIONE E GELOSIA 2. O, TARLO E SECRANDO! 3. O, TARLO, O FLAGELLO 4. CHE L'AMATO SI INGELOSISCA? 5. SCENATA FRANCAMENTE PAZZESCA 6. DESIDERIO INDEMONIATO 7. SEGNI SULLE GUANCE DI ROSSETTO 8. ALBERGHETTO COMPIACENTE Roberto Faenza, regista de "Il caso dell'Infedele Klara", vi dà il benvenuto nel sito ufficiale del film. Realizzare un sito utile e allo stesso tempo accattivante è impresa ardua. Spero che questo spazio, dedicato principalmente ai giovani e agli internauti, possa essere anche un luogo dove confrontarci su un tema oggi così discusso come quello della passione amorosa e della gelosia. Nel sito troverete tutto ciò che volete sapere sul film, sul cast e sulle varie iniziative che abbiamo in progetto, da qui alla sua uscita in sala il prossimo 27 marzo. Sino ad allora, arricchiremo il sito con altri “imperdibili” contenuti, come ad esempio il videoclip realizzato per il lancio del brano della colonna sonora "Don't leave me cold", cantato in diretta da Claudio Santamaria e Laura Chiatti, protagonisti della pellicola insieme agli inglesi Iain Glen e Kierston Wareing. Divertitevi a curiosare tra i set del film e a scoprire nuovi indizi sulla storia, così da diventare voi stessi i veri detectives del caso dell'infedele Klara. Buona navigazione. ------------------------------------------------ Nei cinema dal 27 marzo 2009 il nuovo film di Roberto Faenza "Il caso dell'Infedele Klara" con Claudio Santamaria, Iain Glen, Laura Chiatti, Kierston Wareing. La sciarada è uno schema che consiste nell'unire due o più parole per formarne un'altra, sintetizzabile nella formula X + Y = XY (es.: tram + busto = trambusto). È un gioco basato sulla logica dell'indovinello, che richiede di scoprire una combinazione di parole costituita da due o più parti e un totale. 1. Sciarada (5 / 5 = 1,9) Queste scorrono fra i rami, l'altro scorre con i rami; il totale è quel che temi che ti faccia chi tu ami Lo scarto è uno schema che lega fra loro due parole in modo che la seconda si ottenga togliendo una lettera o una sillaba dalla prima. Ci sono diverse tipologie di scarto: questo proposto qui è uno scarto iniziale, la lettera “scartata” si trova all'inizio della parola; 2. Scarto iniziale (10/9) GELOSO PATOLOGICO Egli è yxxxxxxxxx sino a diventare xxxxxxxxx Tradimento Reale Ormai nota alla cronaca mondana e giudiziaria, per sua stessa ammissione, Vittorio Emanuele di Savoia non mancava un colpo per rendersi infedele agli occhi della sua amata Marina Doria, moglie da ben 45 anni. Perdonato immediatamente, ... la Corona prima di tutto. Passione e tradimento Lei, Maria Callas, lasciò il marito, che l'aveva lanciata nel firmamento delle star, per amore di Aristotele Onassis. Lui la lasciò per Jaqueline Kennedy, che però non lo amò mai. Una grande passione, un fuoco greco che distrusse il cuore della Callas. Tradimento pubblico Il sindaco single di Cosenza Eva Catizzone e il segretario calabrese dei Ds Nicola Adamo, sposato con figli, hanno pubblicamente dichiarato la loro relazione. Lei annunciando alla stampa di aspettare un bambino. Lui, sempre alla stampa, di essere il partner segreto e il papà del nascituro. Tradimento Stonato Luciano Pavarotti lasciò la moglie per amore della segretaria Nicoletta Mantovani. Dopo lunghe lotte legali sono riusciti a sposarsi ed essere felici. Tradimento a pagamento Eclatante la storia di Hugh Grant, allora fidanzarto con la bella Elizabeth Hurley, beccato dalla polizia a commettere atti osceni in luogo pubblico, con una "professionista". Tradimento lampo Claudia Pandolfi viene beccata dalla rivista Oggi in vacanza con il dj Andrea Pezzi. L'attrice era sposata da circa un mese con Massimiliano Virgili. E le immagini fecero scoppiare lo scandalo. Tradimento hot Daniel Ducruet e la principessa Stephanie di Monaco conclusero il loro breve matrimonio quando apparvero su alcuni settimanali le foto scandalo di lui con la spogliarellista Fili Houteman. Il tradimento impeachment La relazione tra Bill Clinton e la giovane stagista Monica Lewinsky mise in crisi il governo americano, spezzò in due la nazione e fece vacillare il matrimonio del presidente degli Stati Uniti. Tradimento da reato Lui, il campione ciclistico Fausto Coppi fu accusato di adulterio. Lei, la dama Bianca Giulia Occhini, imprigionata per adulterio. L'Italia bigotta condannò entrambi, ma il loro amore superò le difficoltà e le critiche, fu solo troppo breve. Lui morì dopo cinque anni di malaria. Tradimento Presidenziale Probabilmente non è stato il primo e sicuramente non è stato l'ultimo, il Presidente americano John Fitzgerald Kennedy ha tradito la moglie, Jacqueline Bouvier, con la più sexy di tutte le donne Marilyn Monroe Storia del cinema Tra i tradimenti celebri, quello di Woody Allen, rientra direttamente nella storia del cinema americano. Mia Farrow scopre il tradimento del compagno con Soon Yi, figlia adottiva della donna e del suo ex marito. Lo scandalo fu complicato da una lunga battaglia legale. Chi la fa l'aspetti... Nicolas Sarkozy, allora ministro degli Interni francese, era stato lasciato dalla moglie Cécilia, per il pubblicitario Richard Attias. Da Presidente francese, Sarkozy ha giocato il suo asso nella manica, la bella Carla Bruni, oramai sempre a suo fianco. Tradimento Imperiale Lady D e il Principe Carlo hanno passato una vita in mezzo al profumo d'infedeltà. Nemmeno la famosa tolleranza della Corona poteva stare inerme davanti alle loro scappatelle su mezza stampa mondiale. Tradimento e gossip D'Alessio: "Chi non fa una scappatella in tanti anni di matrimonio? " «Ho tradito mia moglie», disse il famoso cantante napoletano; ma non l'aveva confessato a lei, bensì a un giornalista: «Nella vita si arriva a un punto in cui certe cose è meglio non chiederle perché significherebbe mettere a disagio l'altro senza ottenere alcun risultato». Courtesy of Tradimento.net il portale dell'infedeltà La tendenza all' infedeltà può esprimere una profonda irrequietezza e la reale difficoltà a vivere serenamente il rapporto con il proprio partner. Talvolta, con il suo atteggiamento può far nascere una sensazione di soffocamento e il conseguente bisogno di evasione. E tu, che tipo sei? il tuo compagno può dormire sonni tranquilli, oppure è costretto ad assoldare un vero e proprio detective ? test a cura di Paginainizio.com 1. Quando ti accorgi di destare interesse o desiderio A) Controlli il tuo comportamento e , se necessario, ti eclissi. B) Sei compiaciuta, ma stai attenta a non darlo a vedere troppo. C) Ti abbandoni liberamente al gioco del corteggiamento. 2. Avere un compagno stabilmente per te significa A) Fonte di sicurezza e felicità B) Talvolta piacevole altre opprimente C) Un grosso problema. 3. Il tuo partner non può prendere parte alla vacanza programmata insieme,decidi di A) Rinunciare e attendere che si renda libero. B) Accettare, per ripiego, l' invito di un' amica. C) Andare, comunque, da sola. 4. Il rapporto di coppia si basa sulla reciproca fiducia. Sei d' accordo ? A) Completamente. B) In parte C) Per niente. 5. Quando ti piace qualcuno, pensi A) Al tuo partner B) "Che peccato..." C) "Chissà come sarebbe fare l' amore insieme a lui.." 6. Vieni a conoscenza che il tuo partner ha una relazione. La cosa da fare è A) Parlarne insieme, per cercare di salvare il vs rapporto. B) Fare una tremenda scenata. C) Vendicarti, tradendolo anche tu. 7. Mentre sei insieme al partner, un altro/a ti fissa con intensità sorridendoti.. A) Distogli lo sguardo, un pò infastidita. B) Lo guardi di sfuggita. C) Ricambi spudoratamente il suo sguardo. 8. Il pensiero di vivere per sempre con il tuo compagno/a è A) Fantastico. B) Bello, ma problematico. C) Asfissiante. RISULTATI Maggioranza di risposte A PROFILO: FEDELISSIMI Complimenti, sei un partner fondamentalmente fedele e sei anche felice di esserlo. Tendi a fonderti completamente con il tuo compagno, che consideri a tutti gli effetti una parte di te. Non guasterebbero, tuttavia, una tua maggiore autonomia affettiva e flessibilità di giudizio. Maggioranza di risposte B PROFILO: ATTENDIBILI Diciamo che tendi alla fedeltà, ma ciò non ti impedisce di fantasticare. Sei consapevole di quanto sia impegnativo ed importante un rapporto di vero amore, ma tutto sommato la prospettiva non ti spaventa troppo. Esiste comunque a possibilità che tu possa anche tradire, ma affinché si presenti realmente, dovrebbero verificarsi una serie di condizioni ben precise. Maggioranza di risposte C PROFILO: INFEDELI Non sei convinto della necessità di limitare la ricerca del piacere per mantenere un rapporto sentimentale; per questo non ti poni eccessivi scrupoli quando ti si offre l'occasione per tradire. I casi sono due: Forse sei un inguaribile libertino/a oppure non hai ancora incontrato il vero amore... (maggioranza di risposte a) PROFILO: FEDELISSIMI Complimenti, sei un partner fondamentalmente fedele e sei anche felice di esserlo. Tendi a fonderti completamente con il tuo compagno, che consideri a tutti gli effetti una parte di te. Non guasterebbero, tuttavia, una tua maggiore autonomia affettiva e flessibilità di giudizio. (maggioranza di risposte b) PROFILO: ATTENDIBILI Diciamo che tendi alla fedeltà, ma ciò non ti impedisce di fantasticare. Sei consapevole di quanto sia impegnativo ed importante un rapporto di vero amore, ma tutto sommato la prospettiva non ti spaventa troppo. Esiste comunque a possibilità che tu possa anche tradire, ma affinché si presenti realmente, dovrebbero verificarsi una serie di condizioni ben precise. (maggioranza di risposte c) PROFILO: INFEDELI Non sei convinto della necessità di limitare la ricerca del piacere per mantenere un rapporto sentimentale; per questo non ti poni eccessivi scrupoli quando ti si offre l'occasione per tradire. I casi sono due: Forse sei un inguaribile libertino/a oppure non hai ancora incontrato il vero amore... L’arte della gelosia In arte, dipingere un volto che riflette le devastazioni della gelosia era un esercizio di studio frequente: i disegni, per esempio, di Charles Le Brun (1619-1690) o Sébastien Leclerc (il Jeune) (1676-1763), o in una visione più allargata, la figura urlante sulla sinistra in Allegoria con Venere e Cupido (probabilmente del 1540-50) del Bronzino. Il disegno del 1498 di Albrecht Dürer, la Gelosia di Ercole, vede la gelosia dipinta come una donna potentemente costruita e armata con una spada. Il tema della gelosia è stato anche riportata attraverso le immagini dello sguardo fisso dipinto da Jean Auguste-Dominique Ingres in Paolo e Francesca sorpresi da Gianciotto (1819) che rivela il tipico volto del marito geloso alla vista dei due giovani innamorati che si scambiano teneri baci. Ma colui che forse al meglio ha rappresentato visivamente la gelosia è Edvard Munch; molte sue pitture sul tema della gelosia tendono a mettere il marito di fronte al dipinto con una coppia dietro a lui come per suggerire che quella gelosia è creata più dalla mente del geloso che dalla visione di una realtà. Questo suggerimento è intensificato da un uso astuto di colori simbolici Gaston La Touche (1854-1913), fa un uso del tema in una chiave goliardica, in Gelosia di una scimmia mostra una scena d'amore interrotta da una scimmia che si aggrappa al vestito della donna. Agnolo Bronzino Allegoria del trionfo di Venere, 1540-1545 Jean Auguste-Dominique In gres Paolo E Francesca Sorpresi Da Gianciotto, 1814 Paul Gauguin Aha oe feii? (Cosa? Sei geloso?), 1892 Edvard Munch – Gelosia, 1907 “Il David può suscitare sentimenti perturbanti. Si guarda il capolavoro e ci sente forti e grandi, ma allo stesso tempo gelosi e invidiosi di questo giovane dal corpo perfetto».Le nuove teorie della psichiatra che analizza i legami tra ansia e arte Gelosia e voglia di distruggere: ecco la «sindrome del David» FIRENZE - Da secoli, davanti alla sua perfezione assoluta, generazioni di visitatori sono state sopraffatte dall' emozione. Eppure nessuno avrebbe sospettato che la bellezza e l' armonia del David di Michelangelo fossero capaci di risvegliare pulsioni ataviche, passioni indicibili e pescare nel profondo dell' Es. Vent' anni dopo la scoperta della sindrome di Stendhal, una forma di incantamento che affligge alcuni turisti (un centinaio l' anno nella sola Firenze) con svenimenti, affanni e persino collassi, ecco arrivare la sindrome del David, un mix di reazioni emotive, spesso oscure, che investirebbero alcuni visitatori, soprattutto americani. La scoperta è della psichiatra e docente universitaria fiorentina Graziella Magherini, la stessa studiosa che coniò il termine «sindrome di Stendhal», meravigliando mezzo mondo non senza polemiche e dubbi. Lo studio sul David, come anche sulle tre Pietà firmate da Michelangelo, si concluderà tra un anno, ma i primi risultati sono già disponibili. La sindrome del David affonda nel profondo di ogni essere umano, nelle pulsioni, nella libido, nell' istinto di morte e di potenza. «Il David incanta per la bellezza formale intrinseca - spiega Graziella Magherini -, ma non provoca solo emozioni di tranquilla beatitudine estetica. Il David può suscitare sentimenti perturbanti. Si guarda il capolavoro e ci sente forti e grandi, ma allo stesso tempo gelosi e invidiosi di questo giovane dal corpo perfetto». Poi affiorano pulsioni vandaliche. «In alcune persone analizzate - conferma la studiosa - abbiamo notato un desiderio di danneggiare la statua, un gesto per riaffermare il proprio io messo in pericolo da tanta opulenza estetica». Accanto al desiderio di distruggere affiorano anche turbamenti di natura sessuale. Il David, secondo la psichiatra, promuove un' identificazione erotica molto forte. «Quasi tutti i visitatori considerano la statua l' emblema del maschio perfetto - continua la psichiatra - e nel David il sesso è offerto palesemente, con una fusione tra libido ed arte». La professoressa Magherini, che ha utilizzato anche le ricerche dello staff medico dell' ospedale Santa Maria Nuova di Firenze, ha elencato alcune reazioni emotive della nuova sindrome. Al primo posto ci sono l' attacco di panico e la perdita dei confini. Il turista si sente stordito, barcolla, teme di svenire. Subito dopo arriva un impulso vandalico. Ma insieme a questa repulsione c' è un' osmosi, quasi un amore carnale nei confronti del David, il desiderio di identificarsi con il capolavoro. «Sentimenti che non sono molto diversi da quegli attacchi di panico riscontrati nella sindrome di Stendhal, ma che hanno proprie peculiarità ancora da studiare e verificare - conclude la studiosa fiorentina - e che potrebbero portare a conclusioni interessanti e innovative». All' ospedale Santa Maria Nuova il dottor Paolo Rossi Prodi, direttore del reparto di psichiatria, conferma: «Ricoveriamo una media di tre turisti al mese - spiega -; sono per la stragrande maggioranza americani colpiti da crisi di panico. Che, dopo aver loro somministrato ansiolitici e antidepressivi, si risolvono in poche ore. Perché la maggioranza sono statunitensi? Al di là dello stress da viaggio, penso che incida anche il confronto tra una cultura artistica che non conoscono. Si trovano davanti a un mondo straordinario ma bellissimo e non reggono il confronto con questa diversità». di Gasperetti Marco (20 novembre 2005) - Corriere della Sera Daniele Dupuis, classe 1977, in arte Megahertz, nasce artisticamente nel 2002 dall'interesse per la musica elettronica, in particolare analogico-elettronica, inserita in un contesto dancefloor. Inizia così l'approccio live nelle discoteche e club dove propone brani inediti con l'ausilio di strumenti e cantando dal vivo. Nel 2003 inizia la collaborazione, che continua tutt'oggi, con Marco Morgan Castoldi nel ruolo di polistrumentista sia in studio che live. Nel 2004 pubblica "Estetica" esordio discografico seguito da una serie di concerti nei club italiani dove si diverte a mischiare tutti gli usi più popolari di cui l'elettronica è stata nel tempo tracciando appunto una piccola estetica delle macchine musicali. Nel 2007 apre a Padova, dove vive, uno studio di registrazione che gli permette di dedicarsi alle sue nuove produzioni. In qualità di produttore si dedica all'arrangiamento, produzione e remix di altri artisti. Nel 2007 nasce, da un’idea di Claudio Coccoluto e Saturnino, il progetto "Menage a trois" che vede Megahertz ai sintetizzatori. Nel 2008 si è esibito con Morgan nel suo “BioElectric Tour” nelle più belle piazze e club d’Italia. Attualmente in studio per ultimare il nuovo singolo “Mondo digitale” in uscita nei primi di dicembre del 2008. DISCOGRAFIA 2004 - Estetica (album) 2005 - Pinocchio (cds) 2006 - Giuni Russo - Un'Estate al Mare (cds) COLLABORAZIONI/PRODUZIONI: 2002 La Sintesi - Un Curioso Caso 2003 DB Boulevard - Hard Frequency (Ep) // discrete frequency 2003 Morgan - Canzoni dell'Appartamento 2004 Tribute to F. Battiato – Voli Imprevedibili //una cellula 2005 Morgan - Non Al Denaro, Non All'amore, Nè Al Cielo 2005 Morgan - Un Giudice (cds)// remix 2006 Giuni Russo - Unusual // un'estate al mare 2006 Giuni Russo - Un'Estate al Mare (cds) 2006 Lele Battista - Le ombre 2007 Morgan - Da A ad A 2007 Morgan - Tra 5 Minuti (cds) // remix 2007 I Cosi - Accadrà PARTECIPAZIONI TELEVISIVE CON MARCO "MORGAN" CASTOLDI 2003 Top of the Pop's - ITALIA 1 2003 CocaCola Live 2003 Festivalbar (Lignano Sabbiadoro) 2003 Festivalbar (Pistoia) 2004 Live "Le Sagome" - ALL MUSIC 2004 Sanremo fashion - RAI 1 2005 Premio Tenco - RAI 3 2005 Morgan - Megahertz - ALL MUSIC 2005 Presenza fissa a "Il tornasole" Programma Di Andrea Pezzi-RAI 2 2006 Omaggio a De Andrè con il brano "Un giudice" - RAI 1 2008 SCALO 76 - RAI 2 2008 Quelli che il Calcio - RAI 2 Quando Roberto Faenza mi chiamò per realizzare la colonna sonora del suo nuovo film, mi disse che lo aveva incuriosito una intervista in cui spiegavo il mio approccio alla composizione, stuzzicandolo su come avrei potuto incrociare vari stili musicali, con inflessioni di tipo etno-world (come si dice oggi) mantenendo un carattere leggero e brioso, visto che si trattava di una commedia. Ci siamo concentrati subito su tre aspetti: il primo, trovare un tema che rappresentasse il film, con delle caratteristiche di immediata orecchiabilità non banale, un po' come quando il maestro Morricone aveva composto la musica di "Indagine di un cittadino al di sopra di ogni sospetto". Il secondo, realizzare una musica di "suspence" che sottolineasse gli appostamenti e i movimenti dell'agenzia investigativa, costruita in contrappunto con i dialoghi e la dinamicità delle immagini. Il terzo, trovare il sistema di virare la colonna sonora verso una atmosfera più calda e passionale per le scene d'amore e quelle a carattere più drammatico, senza per questo perdere di vista una certa leggerezza di fondo, che doveva rimanere la peculiarità basilare di questo film. Il tutto senza dimenticare che la storia è ambientata a Praga... Mi sono quindi trovato a scrivere una musica che per quanto riguarda il tema principale ha delle reminiscenze del periodo d'oro della commedia all'italiana, con l'utilizzo del fischio (l'inarrivabile contrabbassista Tito Mangialajo Rantzer), di una chitarra elettrica in stile molto "vintage" (Massimo Mariani, che è anche l'ingegnere del suono e il produttore esecutivo della colonna sonora), di un clarinetto, e anche di un mandolino, quando la storia si sposta a Venezia. Senza alcun senso della vergogna ho personalmente simulato la tromba con la voce in un blues lievemente sgangherato, quando il tema si sofferma sul protagonista intento a comporre (e spiare). Per il tema "suspence" mi sono idealmente ispirato alle musiche per i film e i telefilm polizieschi e di spionaggio, con inflessioni (ancora una volta) morriconiane nell'utilizzo di strumenti bizzarri quali il cimbalom (il salterio ungherese) e lo scacciapensieri. Per i momenti passionali e più drammatici ho calcato un po' di più la mano negli accostamenti di stili e timbri musicali eterogenei, come l'uso di archi classici talora sovrapposti a sviolinate arabeggianti, o pizzicati di fandango iberico, che si appoggiano, a seconda delle esigenze, ad armonie minimal-barocche, del folklore balcanico, o adatte alla danza del ventre, talvolta rafforzate da interventi di percussioni provenienti da varie parti del globo. Infine, quando Klara conoscerà finalmente la vera identità di Denis, il tema principale viene trasformato in un reggae spensierato che sarebbe piaciuto alla Penguin Café Orchestra del compianto Simon Jeffes, mentre l'ultima volta che lo ascoltiamo, rielaborato, nei titoli di coda, in alcuni momenti fanno capolino arpe e archi da musical americano d'antan. Giovanni Venosta In ognuna di queste frasi è celato un indizio (una parola) che insospettisce il geloso. Trova il termine nascosto. Esempio: «Articolo di Luca Fazzo letto su un giornale»; Soluzione: fazzoletto (Articolo di Luca Fazzo letto su un giornale). 1. Messaggio dell'altra dimenticato sul cellulare. 2. Ragazza mantenuta dal marito d'un'altra. 3. Ricerca d'ulteriori prove. 4. Gaffe di fragorosa entità. 5. Maldestre scappatelle. 6. Sul legame tra Mina e Corrado Pani infieriva l'Italia intera. 7. Stravaganza di clandestini. 8. Amatore focoso spettinato Città dal glorioso passato e dal luminoso futuro, Praga è nata con la vocazione da capitale - sia politica che culturale - e tale è rimasta nei secoli. Centro principale del regno di Boemia prima e capitale del Sacro Romano Impero poi, Praga ha guidato con autorità il paese sia nel periodo d'unita che dopo la divisione con la Slovacchia. La posizione strategica l'ha collocata fin dall'antichità al centro di una rete di scambi di merci e idee che ha arricchito la città creando una cultura particolare, insolito mix tra differenti istanze religiose, filosofiche ed artistiche. Praga è unica ma con tante facce diverse e dal carattere deciso: lo dimostrano i suoi quartieri (Hradcany, Mala Strana, Stare Mesto, Nove Mesto) che si adagiano intorno alla Moldava e che fino alla fine del Settecento erano città tra loro indipendenti. Praga è culla di artisti e scenario di opere tra le più importanti: si pensi al Don Giovanni di Mozart o al Faust di Goethe o ancora alle trame Franz Kafka. Praga è la città del "socialismo dal volto umano" che durante la guerra fredda fu fermato solo dai carri armati russi, ma è anche il teatro della "rivoluzione di velluto" che ha portato il paese fuori dal comunismo ed ha aperto con una ventata di libertà le porte della città. Un po’ di storia Le prime notizie su Praga risalgono al IX secolo e parlano di un piccolo centro posto alla sinistra della Moldava, sul rilievo collinare attualmente occupato dal Castello. Fondata dal casato dei Premyslidi, la città cresce e si sviluppa, diventando dal XII secolo la residenza dei sovrani di Boemia. Con l'incoronazione di Carlo IV al vertice supremo del Sacro Romano Impero Praga - che ne è la capitale - raggiunge il massimo splendore: la nuova e prestigiosa Universit? la "città nuova" (Nove Mesto) sono solo alcune delle opere del sovrano. E' il 1526 quando Praga - con l'intera Boemia - passa sotto la corona asburgica, dominio che durer?fino al 1918. Dopo un periodo relativamente tranquillo la citt? viene turbata dalle vicende della Guerra dei trent'anni; l'episodio che segna l'inizio del conflitto avviene proprio in città ed è la "defenestrazione di Praga" (1618). Il paese si libera dal dominio imperiale nel 1918 quando nasce la Repubblica Cecoslovacca, la cui capitale è Praga. Dopo le drammatiche vicende dell'invasione russa a frenare la nascita di un "comunismo dal volto umano" durante la cosidetta "Primavera di Praga", il paese torna a vedere la luce nel 1989 quando viene eletto il primo presidente non comunista - Vaclav Havel. Il 1993 è l'anno della pacifica divisione tra le due regioni dell'ex repubblica, che adesso formano due stati indipendenti: la Repubblica Ceca - capitale Praga - e la Slovacchia - capitale Bratislava. Da non perdere Castello di Praga - Prazsky Hrad Simbolo della città e meta irrinunciabile di ogni vacanza a Praga, il Castello (Prazsky Hrad) sorge su un'altura sulla riva sinistra della Moldava. La maestosa fortezza - rimodernata da Maria Teresa d'Austria alla fine del Settecento - è praticamente una città nella città. Suddiviso in tre cortili, il Castello comprende numerosi edifici, tra cui il Palazzo Reale, residenza dei sovrani della città, e la maestosa Cattedrale di San Vito, che dei governanti raccoglie le spoglie. Della residenza reale - ora dimora del presidente della repubblica - merita vedere l'enorme Sala Vladisao, che fu teatro di trofei di cavalleria; della cattedrale, costruita in stile gotico a partire dal Trecento, sono bellissimi il coro e la Cappella di San Venceslao. Suggestiva la passeggiata nel Vicolo d'Oro, graziosa sequenza di case piccole e colorate e dimora prediletta degli artisti ed un tempo, si dice, degli alchimisti. Ponte Carlo - Karluv Most Altro emblema di Praga è il Ponte Carlo (Karluv Most), voluto dall'omonimo imperatore nel XIV secolo. Lungo i 516 metri del ponte si incontrano una trentina di statue e alle estremità si innalzano possenti torri; luogo di artisti e venditori, il Ponte Carlo è sempre affollato di turisti. Nello storico quartiere di Mala Strana, di antiche origini ma dall'attuale aspetto barocco, si dedichi tempo alla Chiesa di San Nicola (Chram sv Mikulase). Piazza della Città Vecchia È la piazza storica di Praga; oltre al Municipio della Città Vecchia e alla Cattedrale della Vergine Maria vi si trovano l'imponente Chiesa barocca di San Nicola e Palazzo Kinský, sede delle esposizioni della Galleria Nazionale. Simbolo della piazza è l'Orologio Astronomico, risalente al 1410, che spicca sulla torre del Municipio, noto per la processione di Apostoli che esce ad ogni ora dai quadranti blu e oro e si offre alla piazza. Le figure degli apostoli risalgono al XVII secolo. Piazza Venceslao La piazza più grande e famosa della città, Piazza Venceslao è sempre animata, a tutte le ore del giorno e della notte; non è la tipica piazza cittadina ma un ampio viale in pendenza lungo 700 metri e largo 60, dove troverete negozi, hotel, ristoranti, nightclubs e casinò. Il Museo Nazionale domina la parte alta di piazza Venceslao; inaugurato nel 1890 nel momento di massimo fervore del movimento ceco di Rinascita Nazionale. Nella parte inferiore della Piazza, in Via Na Prikope, troverete invece i negozi più prestigiosi. Galleria Nazionale Presentate negli spazi espositivi di Palazzo Sternberg, Palazzo Veletrzni e dei conventi di San Giorgio e Sant'Agnese di Boemia, le collezioni comprendono pregiata arte nazionale ed europea. Museo delle Arti decorative Migliaia di pezzi - mobili arazzi cristalli porcellane e altro ancora - sono la dotazione di questo museo che espone cinque secoli di artigianato ceco e dell'Europa centrale. Galleria d'arte di Praga Nell'importante complesso di edifici del Castello di Praga è ospitata una collezione permanente di arte ceca dell'Ottocento. Museo della città Da non perdere il plastico della città, realizzazione ottocentesca in legno e cartone, che offre la bella visione di una Praga barocca. Museo delle Marionette Dalla marionetta tradizionale a quella più moderna, il museo ospita pezzi da tutto il mondo. Courtesy of Praga.net Il romanzo si svolge su un doppio piano, in un continuo alternarsi di realtà e finzione degno del migliore Kundera, ed è caratterizzato da quella freschezza dei dialoghi e da quella capacità di cogliere con poche parole la concretezza della vita quotidiana che hanno reso famoso Viewegh. Titolo originale: Pripad neverné Klary In Italia “Il caso dell’infedele Klára” di Michal Viewegh è pubblicato da Instar Libri Visita il sito ufficiale della casa editrice www.instarlibri.it Michal Viewegh Michal Viewegh (1962) è il più famoso scrittore ceco della nuova generazione; la critica lo considera l’erede di Kundera e Hrabal. In patria i suoi libri sono costantemente in vetta alle classifiche. È tradotto in tutte le principali lingue del mondo. In Italia sono già stati pubblicati, entrambi da Mondadori, Quei favolosi anni da cane e L’educazione delle ragazze in Boemia, e da Instar Libri anche Romanzo per donne. Il sito ufficiale di Michal Viewegh www.viewegh.cz Michal Viewegh su Wikipedia >> "E se le vittime non fossero i traditi, ma i traditori, costretti a tradire per comprarsi un attimo di felicità?" Luca, musicista italiano che vive a Praga, è in preda a un’incontrollabile gelosia per la sua fidanzata Klara, studentessa di storia dell’arte in procinto di laurearsi. Insospettito dal rapporto della ragazza con Pavel, suo tutor all’università, Luca incarica un detective, Denis, di controllarla. Dopo i primi pedinamenti, effettuati con l’aiuto di sofisticate tecnologie, il detective decide di nascondere alcune prove che ritiene non importanti, quasi a voler proteggere il cliente tormentato dai sospetti. Tra i due uomini inizia così un raffinato gioco delle parti che li porterà a contaminarsi a vicenda: l’uno travaserà nell’altro elementi e sentimenti che prima non conosceva. Denis, che vive con la moglie Ruth un rapporto di coppia estremamente “aperta” ed è innamorato di Nina la sua assistente in agenzia, perde serenità e distacco. Mentre Luca, fagocitato dalla sua passione per Klara, diventa paziente e calcolatore, spingendo il detective a seguire un’ultima volta Klara in un viaggio-studio a Venezia dove è presente anche Pavel. Qui, sotto mentite spoglie, Denis conoscerà Klara e finirà per scoprire una singolare verità. Una trama di adultèri, veri o presunti, una commedia passionale fatta di intrighi e colpi di scena. Jean Vigo Italia Via del Colosseo, 2/A 00184 Roma Tel. +39 06 6780003 j.vigo@tiscali.it Relazioni Esterne Raffaella Fioretta Mob. +39 348 5165215 Responsabile Comunicazione Medusa Film Claudio Trionfera claudio.trionfera@medusa.it Ufficio Stampa Jean Vigo Italia Francesca Martinotti martinotti@lagenziarisorse.it Tel. 06 97848570 Mob. +39 348 7460312 Ufficio Stampa Medusa Film Patrizia Cafiero & Partners info@ cafieroepartners.it Tel. 06 3231481 Mob. +39 393 6863606 Comunicazione Web Edoardo Campanale edoardo.campanale@gmail.com Gabriele Sabatino gabriele.sabatino@gmail.com Diplomato al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, debutta giovanissimo alla regia con un successo internazionale, il dissacrante Escalation (1968), cui fa seguito H2S, film censurato e mai più rimesso in circolazione. Si trasferisce quindi negli Stati Uniti dove insegna Mass communication sino al 1974 presso il Federal City College di Washington, D.C. Tornato in Italia, dirige Forza Italia! (1978) satira del potere politico democristiano che viene ritirato dalla circolazione dopo poche settimane, in seguito al sequestro di Aldo Moro per opera delle Brigate Rosse. Proprio Moro, nel suo memoriale scritto durante la prigionia, cita “Forza Italia!” come documento da vedere per comprendere il disfacimento della classe politica di allora. In seguito a questo nuovo atto censorio, trovando difficoltà a lavorare in Italia, inizia a realizzare una serie di film ambientati per lo più all’estero. Nel 1983 filma Copkiller, interpretato da Harvey Keitel e Johnny Rotten (leader dei Sex Pistols). Mio caro dottor Grasler (1990), con Keith Carradine, Miranda Richardson, Kristin Scott-Thomas and Max Von Sydow, inaugura l’amicizia e la collaborazione con Milena Canonero, costumista con tre premi Oscar al proprio attivo. Il 1993 è l’anno di Jona che visse nella balena, con cui Faenza vince il David di Donatello per la migliore regia. Seguono Sostiene Pereira (1995), ultimo film italiano di Marcello Mastroianni che vinse il David di Donatello per la migliore interpretazione, e nel 1997 Marianna Ucria, con Emanuelle Laborit e Philippe Noiret. Nel 1999 gira in Israele L’amante perduto; nel 2003 esce Prendimi l’anima, uno dei suoi maggiori successi, cui fanno seguito nel 2004 Alla luce del sole con Luca Zingaretti e nel 2005 I giorni dell’abbandono, con Margherita Buy, Goran Bregovic e Luca Zingaretti. Dirige poi I Vicerè (2007), con Alessandro Preziosi, Lando Buzzanca e Cristiana Capotondi e, nel 2008, Il caso dell’infedele Klara con Claudio Santamaria, Laura Chiatti, Iain Glen e Kierston Wareing, in uscita nelle sale italiane all’inizio del 2009. Insieme all’attività di regista, ha da sempre affiancato quella di docente universitario, prima in USA, poi in Italia presso l’Università di Pisa, dove dal 1978 al 2004 ha insegnato Sociologia della Comunicazione. Dal 2005 insegna Teoria e Tecniche del Linguaggio Cinematografico presso la Facoltà di Scienze della comunicazione all’Università di Roma Sapienza. Nel 1975 ha fondato la prima radio indipendente, a Bologna, aprendo il fronte delle radio libere. Dal 1990 al 1995, ha diretto presso il CNR il Progetto Strategico sulla comunicazione a distanza e sull’origine di Internet. Nel 1998 ha avviato una collaborazione con la Scuola Normale di Pisa per la realizzazione di filmati scientifici. E’ anche autore di alcuni saggi in tema dei rapporti tra informazione e potere (“Senza chiedere permesso”) e sui rapporti tra Italia e USA. Tra questi i più noti sono: “Gli Americani in Italia” (coautore) 1973, “Il Malaffare” 1978. Klara è una studentessa di conturbante bellezza. Fidanzata con Luca, sta concludendo una tesi sulla conservazione e il restauro delle opere d’arte a Venezia minacciate dalle acque alte, seguita dal suo tutor Pavel. Vive con purezza e candore l’amore per Luca e lo ama con tutta sé stessa. Espadrillas di giorno, scarpa con zeppa di notte Tipico della donna attiva, dinamica, energica che sa coniugare comfort e stile. Dimostra una certa sicurezza e maturità nell’amore. Non disdegna i tacchi alti per sottolineare la propria femminilità. Come la vede Laura Chiatti: “Sono rimasta molto affascinata da questo personaggio, perché Klara è una ragazza semplice, pacata, tranquilla, che ha un grande sogno, quello di laurearsi. La sua vita è focalizzata su un grande amore, Luca, anche se gliela rende impossibile. Come la vede Roberto Faenza: “Klara più che essere una ragazza in carne e ossa è un simbolo. È il simbolo dell’amore, della pazzia a cui può arrivare un uomo nei confronti della donna amata. Compirà un gesto estremo per riportare alla ragione il suo innamorato”. Luca è un trentenne dal look bohemién, attraente nonostante le sue ossessioni. Italiano trasferitosi a Praga, di giorno insegna e di notte fa il musicista di elettro-pop in un locale alla moda. Da quando vive con Klara si è scoperto maniacalmente geloso ed è continuamente alla ricerca di prove per scoprire il tradimento. La gelosia, come scrive Shakespeare, “ è un mostro dagli occhi verdi che si prende gioco della carne di cui si nutre”. Scarpa da running di giorno, calzatura da passeggio di notte. Questo tipo di scarpa viene indossata dalle persone pratiche e trendy a cui piace usarle colorate, metallizzate, high tech. Manifestano fantasia, insicurezza e una sorta di rifiuto di invecchiare. Come lo vede Santamaria: “Luca è innamoratissimo di Klara e ne è follemente geloso. Ciò che lo tormenta è non riuscire a controllarsi. È la prima volta che si consegna completamente alla passione per una donna e adesso ha paura di perderla”. Come lo vede Roberto Faenza: “A prima vista Luca sembrerebbe un ossessivo di stampo patologico, possibilmente da evitare. Ma la sua sofferenza finisce per renderlo il personaggio di un caso molto più diffuso di quanto non si pensi”. Denis è un quarantenne attraente, ex poliziotto, laureato in psicologia e ora titolare di un’agenzia investigativa privata. Ha imparato a controllare sentimenti e passioni. Si dice soddisfatto del rapporto con la moglie Ruth, con cui vive una sconcertante esperienza di coppia “aperta”. Sarà il musicista italiano a risvegliare in Denis il senso critico verso la propria scelta di vita. Scarpe classiche con stringhe Tipico delle persone che hanno scelto un modello di eleganza classica, anche per inibire facili critiche. La stringa è simbolo di chiusura e una sorta di divieto di accesso alla propria intimità. Come lo vede Roberto Faenza: “Il detective praghese Denis è il rovescio della medaglia di Luca, l’opposto del protagonista italiano. Vive con la moglie in una dimensione di coppia, che entrambi definiscono “flessibile”, dove si confessano l’una all’altro le avventure che hanno con gli altri partner, tentando così di alimentare una passione ormai dissolta”. Ruth è la moglie di Denis. Bellissima, ex modella vicina ai quarant’anni, vive con Denis un rapporto complice ma ambiguo. Racconta al marito tutto dei suoi amanti e dei suoi incontri. Insiste perché Denis faccia altrettanto, spingendolo tra le braccia di Nina. Decolleté con tacco alto: Rappresenta la femminilità per eccellenza, soddisfa le esigenze di chi vuole apparire sofisticata, seducente e sexy. Nel caso di Ruth è anche la spia di una “identità imposta” dall’ambiente della moda in cui lavora. Nina è una giovane donna alla soglia dei trent’anni che lavora come assistente di Denis. Divorziata, madre di due piccoli gemelli, è attratta dal fascino del detective, ma anche impaurita da quello che potrebbe comportare una relazione con lui. Le loro scelte sono opposte: in Nina non c’è spazio per le ambiguità. Capace di scavare sino in fondo nei propri sentimenti, metterà Denis di fronte una diversa modalità di relazione amorosa. Scarpe da ginnastica rosa Il rosa è il tipico colore di chi media il proprio rigore accettando il concetto di moda "giovane e femminile". Dice Denis: "Tipico colore di chi ha deciso di abbassare le difese". Pavel è il tutor di Klara all’università. Trentenne dal portamento aitante, lo vediamo ricoprire di attenzioni la studentessa per la quale nutre un’evidente e forse innocua simpatia. Accompagnerà Klara nel suo viaggio-studio a Venezia, accrescendo così i sospetti di Luca circa l’infedeltà della ragazza. Mocassini inglesi con fibbia Tipico carattere esibizionista, chi indossa queste scarpe fa una scelta che rivela però una mancanza di fantasia e un certo attaccamento alle convenzioni. La crittografia è un gioco enigmistico tra i più impegnativi. Consiste nello scoprire una parola (nei giochi qui di seguito si parla più propriamente di monoverbo a frase) o una frase di senso compiuto, attraverso un procedimento induttivo. Occorre cioè tener conto del significato e/o della disposizione delle lettere presentate dall’autore nell’indizio. 1. Monoverbo a frase (4, 3 = 7) FACCIA FREDDO 2. Monoverbo a frase (2, 4, 4 = 10) WWW.FREEZER.COM 3. Crittografia mnemonica (4, 7) NON BASTA AL GELOSO 4. Crittografia mnemonica (2, 5, 5, 7) RODE LA PERSIANA « Quale Città unico albergo ai giorni nostri di libertà, di giustizia, di pace, unico rifugio dei buoni e solo porto a cui, sbattute per ogni dove dalla tirannia e dalla guerra, possono riparare a salvezza le navi degli uomini che cercano di condurre tranquilla la vita: Città ricca d'oro ma più di nominanza, potente di forze ma più di virtù, sopra saldi marmi fondata ma sopra più solide basi di civile concordia ferma ed immobile e, meglio che dal mare ond'è cinta, dalla prudente sapienza dè figli suoi munita e fatta sicura. » Francesco Petrarca Lettera ad un amico di Bologna - agosto 1321 >> Mappa di Venezia L’etimologia del nome Il nome di Venezia (e le sue varianti: Venédia-Venétia-Venésia-Venéxia-Vinegia) significa luogo, o terra, o città dei Veneti. Nella suddivisione amministrativa augustea dell'Italia del 7 d.C. il termine Venetia, insieme ad Histria indicava la X regione. I Bizantini chiamavano (Venetikà) in greco la Venetia maritima, fascia costiera da Chioggia a Grado. A sua volta il nome latino deriva dall'etnico Veneti, attestato per diverse popolazioni antiche (oltre a quelle stanziate in Veneto, l'etnico compare in Asia Minore, in Illiria, in Bretagna e nel Lazio), che deriverebbe dall'indoeuropeo *wenet- ", indicante i conquistatori indoeuropei (secondo il Devoto); invece secondo le recenti e discusse tesi di Semerano, il termine "Veneti" deriverebbe dall'accadico enu e dal semitico ain ("fiume" ma anche "sorgente"), con il significato di "abitanti accanto al fiume o alla sorgente". Il termine è attestato come Venetkens (genti venete) in una lunga iscrizione in lingua venetica, su una stele paleoveneta ritrovata di recente a Villa Guiccioli di Isola Vicentina e conservata presso il Museo Archeologico di Vicenza. Una particolarità del nome latino di Venezia è che esso è un pluralia tantum, si declina cioè al plurale Venetiae e non Venetia; questo forse perché la città veniva concepita come l'unione di più centri sorti sulle diverse isolette e poi fusisi insieme, o comunque costituita da una pluralità di elementi. Un meccanismo, questo, analogo a quanto avvenuto per i nomi di altre città, come Atene, chiamata ?θ?ναι (Athénai; lat.: Athenae) perché costituita di più circoscrizioni, i demi. Nei documenti antichi la regione compariva, quindi, al singolare Venetia (Venetia et Histria, Venetia Maritima), ma quando ci si riferiva alla città si ricorreva invece al plurale: Venetiarum Civitas, Venetiarum ResPublica, Venetiarum Patriarcha. Fonte: wikipedia >> Le bellezze architettoniche della città Il cuore della città di Venezia è Piazza San Marco con la Basilica di San Marco al centro della piazza, colorata d'oro e rivestita da mosaici che raccontano la storia di Venezia, assieme ai meravigliosi bassorilievi che raffigurano i mesi dell'anno. Sopra la porta principale, i quattro cavalli bronzei di Costantinopoli. È la terza Basilica dedicata a San Marco che sorge in questo luogo: le prime due andarono distrutte. Pare che questa versione sia stata ispirata dalla chiesa dei Santi Apostoli di Costantinopoli. Il Palazzo Ducale Il Palazzo Ducale sorge a fianco della Basilica: a unirli, la Porta della Carta, meravigliosa opera di Bartolomeo Bon, che oggi è l'uscita del museo di Palazzo Ducale. L'ingresso principale è sul lato che guarda alla laguna. Sede del governo della Serenissima, è stato costruito nel XV secolo con marmi d'Istria. Di fronte al Palazzo Ducale sorge il campanile di San Marco: costruito nel 1173 come faro per i naviganti. Crollò il 14 luglio 1902 e venne interamente ricostruito. La loggetta in marmo rosso di Verona è un'opera di Jacopo Sansovino, e su di essa si trovano i bassorilievi che raffigurano allegorie con le imprese della Repubblica del Leone. Ponte di Rialto Un altro simbolo della città è il Ponte di Rialto: opera di Antonio Da Ponte, sorse nel 1591. Costituiva l'unico modo di attraversare il Canal Grande a piedi: infatti, rimase l'unico ponte fino al 1854, quando fu costruito il Ponte dell'Accademia. Sui lati del corpo centrale si trovano negozi di lusso mentre, alla fine del ponte, nel sestiere di San Polo, la pittoresca pescheria e la chiesa di San Giacomo di Rialto. Altri importanti monumenti veneziani sono l'Arsenale, la chiesa di Santa Maria della Salute, la basilica di Santa Maria gloriosa dei Frari, le sinagoghe del Ghetto. I canali principali della città sono il Canal Grande ed il Canale della Giudecca. Il primo taglia in due la città tracciando una "S", il secondo separa il centro storico propriamente detto dall'isola della Giudecca. Fonte: wikipedia >> >> Panorama di piazza San Marco Il problema delle acque alte Il Novecento ha messo definitivamente a rischio la capacità di Venezia di “galleggiare” nella laguna. La città ha cominciato a "imbarcare" acqua sempre più frequentemente e con sempre maggiore intensità. Il livello relativo del suolo si è abbassato di 23 cm rispetto al mare. La marea si è amplificata di altri 8 cm a causa delle profonde modifiche morfologiche intervenute nel bacino lagunare. Per la difesa dalle acque alte è stato ideato un sistema di interventi che prevede la protezione locale delle parti più basse dei centri abitati fino a quote determinate e opere alle bocche di porto che entrano in funzione in caso di maree superiori a +110 cm. Con il passare del tempo gli abitati lagunari e il centro storico di Venezia sono sempre più esposti agli allagamenti. Oggi, con una marea + 60 cm di quota, a Venezia l'acqua incomincia a invadere Piazza San Marco, una delle zone più basse della città. Con una marea di + 110 cm il 12 % della città è impraticabile e per camminare bisogna servirsi di passerelle rialzate, disposte lungo percorsi prestabiliti. A Chioggia, un'acqua alta di +120 cm implica la sommersione di tutte le principali vie del centro storico e di quasi tutte le rive e le fondamenta. Le acque alte compromettono la funzionalità urbana e sono fonte di gravi disagi per la popolazione e le attività economiche e del lento, ma inesorabile, degrado del patrimonio artistico e architettonico. Il verificarsi del fenomeno delle acque alte è legato principalmente a due componenti che influenzano, su scale temporali differenti, il livello del mare: l'innalzamento temporaneo del livello marino per effetto combinato della marea astronomica e della componente meteorologica; l'abbassamento relativo del suolo rispetto al livello medio del mare, per effetto di due fattori agenti su lunga scala temporale: la subsidenza (abbassamento del suolo) e l'eustatismo (innalzamento del mare). Le acque alte si verificano per lo più nei mesi invernali (l'80% circa fra ottobre e febbraio), quando cioè sono più frequenti le perturbazioni cicloniche e le basse pressioni, con una durata media di circa 3 ore. Si noti che gli effetti dell'aumentata frequenza delle alte maree sulle strutture architettoniche ed edilizie così come sull'ambiente lagunare si producono soprattutto sul lungo periodo. Ciò significa che i danni attuali sono ancora riconducibili alla situazione precedente all'intensificarsi degli allagamenti. Le esatte conseguenze delle acque alte negli ultimi decenni si manifesteranno, in tutta la loro gravità, soltanto in un prossimo futuro. Le conseguenze economiche e sociali hanno come indicatori i disagi e i ritardi procurati al traffico pedonale e al trasporto di merci, il monte ore perduto rispetto agli orari delle attività lavorative e scolastiche e gli ingenti costi per la manutenzione degli edifici e delle strutture urbane. Un po’ di storia >> Courtesy of Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti - Magistrato alle Acque di Venezia, Consorzio Venezia Nuova. www.salve.it Questo testo può essere integrato con immagini e video presenti in questo link www.salve.it o www.consorziovenezianuova.it MO.S.E Il MO.S.E. (acronimo di MOdulo Sperimentale Elettromeccanico), da cui ha preso il nome l'intero progetto delle opere mobili alle bocche di porto per la difesa dalle acque alte. L'obiettivo che la Legislazione Speciale per Venezia ha posto è quello della difesa completa di tutti gli abitati della laguna dalle acque alte di qualunque livello, compresi gli eventi estremi. Nel processo di selezione dell'intervento che rispondesse all'obiettivo, sono state valutate l'efficacia, la fattibilità tecnica e quella economica di ipotesi progettuali alternative. La soluzione strategica individuata come ottimale comprende un sistema combinato di tipologie di opere tale da prevedere la chiusura temporanea di tutte e tre le bocche di porto, attraverso dispositivi mobili, congiuntamente a interventi di rialzo locale delle rive, compatibili con la struttura architettonica e socio-economica degli abitati, per le maree che determinano gli allagamenti più frequenti. Il sistema Mose è una soluzione altamente innovativa, che ha richiesto numerosi studi, prove e analisi su modelli matematici e fisici. Sin dall'inizio della progettazione sono state esaminate opzioni di intervento diverse, sia per ubicazione, che per tipologia e modalità, e questa analisi comparativa ha portato alla scelta di un sistema di difesa con paratoie mobili alle bocche di porto, in grado di isolare temporaneamente la laguna dal mare. Tra il 1988 e il 1992 è stata anche eseguita una sperimentazione con un prototipo di paratoia in scala reale, il Modulo Sperimentale Elettromeccanico MO.S.E. Il prototipo installato nel canale di Treporti, vicino alla bocca di porto di Lido, ha consentito di verificare e mettere a punto il funzionamento del sistema e il comportamento di componenti e materiali in condizioni reali. Trattandosi di una singola paratoia, e non di una schiera che si salda alle due rive del canale, come nel caso dell’opera di difesa, questa è stata installata in uno scafo dotato di torri e altre strutture di servizio (sale comando e controllo, uffici) In futuro il fenomeno delle acque alte potrebbe aggravarsi per il previsto aumento del livello del mare come effetto dei cambiamenti climatici. Rispetto a questo problema, il Mose (insieme al rinforzo del cordone litoraneo) è stato progettato, secondo un criterio precauzionale, per fronteggiare un eustatismo fino a 60 cm, cioè superiore anche alle recentissime stime dell’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change), che prevedono un innalzamento del mare nei prossimi 100 anni in un range compreso tra 18 e 59 cm. Grazie alla flessibilità di gestione, il Mose può far fronte a un aumento delle acque alte in modi diversi in base alle caratteristiche e all’entità dell’evento di marea. Le strategie di difesa possono prevedere sia la chiusura contemporanea di tutte e tre le bocche di porto, in caso di evento eccezionale, sia, in alternativa e a seconda dei venti, della pressione e dell’entità di marea prevista, anche la chiusura differenziata delle bocche di porto o, ancora, chiusure solo parziali di ciascuna bocca, essendo le paratoie indipendenti l’una dall’altra. Il progetto Mose nel dettaglio >> courtesy of Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti - Magistrato alle Acque di Venezia, Consorzio Venezia Nuova. www.salve.it Cellulare multiuso destinato al controllo telefonico a copertura totale: ascolto delle telefonate, lettura degli sms inviati e ricevuti, lista delle chiamate effettuate e ricevute, avviso di un cambio sim. Accessorio ideale per comunicazioni segrete. Le dimensioni ridotte e l’alta resa consentono di stabilire una comunicazione a distanza in maniera assolutamente insospettabile. 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